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La Cabala Fonetica




L'Aurora Consurgens




I Sette Capitoli di Ermete

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Il Fuoco Narrativo

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Laboratorio di Scienze Alchemiche
e Cabala Fonetica

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Indice generale

dei principali autori e soggetti trattati

aceto dei filosofi
acetum acerrimum
acidi nucleici
acqua ardens
acqua vitae
acque corrosive
acque minori
acque pontiche
agente generatore
agitazioni chimiche
agostino di ippona confessioni
agronomia celeste
alberto burri
albert camus
alchimia
alchimista
alterazione del rosso
amphitheatrum sapientiae
anatomie verbali
andreas cellarius
andrea mantegna
anfiteatro narrativo
antico carattere
anticristo alchemico
antifonario manoscritto latino
anuttara tantra
apoptosi
archeo lemma
argento vivo
arnaldo pomodoro
arndt-schultz
arnoldo da villanova
arn messaggero
ars chemica
ars magna lucis et umbrae
artefio
artista silenzioso
asse cardinale del tempo
assurdo filologico
astrnomicum caesarum
atalanta fugiens
atanasio kircher
athanor filosofico
attore cabalista
atto creativo
attrazioni verbali
augurellus
aurora consurgens
aurora dei filosofi
ayurveda
azoth
bagatto itinerante
bagliori chimici
bagno distillatorio
basilio valentino
beanza filosofica
bernardo trevisano
biologia scritta
bruciare il fuoco
cabala fonetica
cabala mineralis
cadenza tonica
cadenze sospese
caduta lessicale
calce viva
calcinazione
calibro della natura
calidus il filosofo
callo di venere
cancello della nerezza
canto chimico della materia
caos originario
cappella sistina
caput draconis
carattere segreto
caravaggio
carico degli innocenti
carico degli umili
carlos castaneda
carl gustav jung
catastrofe del bollore
cavaliere errante
caverna degli esseri
cellule procariote cocci
cenere incombustibile
centouno storie zen
charles bukowski
chnoubis
chnouph
chymica tripartita
cielo dei filosofi
cielo terrestre
clavis inferni
cloruro di sodio
coagulazione
cocktail degli asini
coda del pavone
codice trivulziano
coenders van helpen
coito regale
colore del verbo
colore di tiro
colore segreto
colpo di sedazione
combustione dei fiori
completamento dell eclisse
composizioni oracolari
conceptio alchemica
congelamento degli spiriti
contrazione sacrificale
contrizione della materia
coppia regale
copulatio alchemica
corpo dell arte
corpo dell oro
corpo lessicale
corpo metrico
corpo narrativo
corruzione putrefacente
cosmopolita
cottura lineare
criniera del leone
cripta luminescente
cristallo dei sapienti
cristologia
crocifissione di pietro
cronologia verbale
culex pipiens
cuore vegetativo dellarte
curious mathematical forms
cyprianus
dante alighieri
danza dell etimo
decantazione cartacea
decollazione filosofica
decontrazioni progressive
decozione
deposito dei re
de natura rerum
dialogo eudossio pirofilo
difetto delle proporzioni
dinamismo trascendentale
dionigi zaccaria
direzione vibratile
discesa negli inferi
distillazione
distrazioni chimiche
divenire progressivo
dolce sophia
dolori del giovane werther
domenico ghirlandaio
dom antonio giuseppe pernety
donum dei
dorso stellato
drago alato
drago alato mercuriale
drago aptero
d espagnet
edgar degas
elisir universale
ellissi operativa
elucidazione del testamento
enfasi di stima
epigenesi
erga te et circa te
ermete trismegisto
ernest hemingway
esplorazioni narrative
estensione temporale
estensioni linguistiche
etimo radicale
eugène canseliet
fabula cosmica
fago
fan kuan
farmacologia misterica
farmacologia vivente
fecce recrementizie
fedeli d amore
fedor dostoevskij
femmina della magnesia
femmina nuda
femmina regale
femmina rossa
fermentazione solare
festa dei pazzi
festa dellasino
filosofia chimica
filo luminoso d arianna
fimo di cavallo
finanza e denaro
fisica verbale
fisiologia costante
focus vibratile
foni espressivi
fornello distillatorio
forza della materia
forza maggiore
forza volatile del lemma
forze concrete
forze nutrici
françois jacob
francesco patrizi
franko b
friedrich nietzsche
fulcanelli
fuoco cardinale
fuoco comparato
fuoco composto
fuoco di liberazione
fuoco di oscillazione
fuoco generatore
fuoco liturgico
fuoco narrativo
fuoco nascente
fuoco nativo
fuoco protetto
fuoco retrogrado
fuoco segreto
fuoco semantico
fuoco sommesso
fuoco sonoro
fuoco stellato
fuoco universale
fusione
futuristi
gabbia elementare
gabinetto filosofico
galeno
gargolla chimères
geber
gemello chimico
genetica del nome
gentile da fabriano
geometria verbale
geremia 20 14
germe alchemico
germe fiabistico
germe sintattico
germinare la creazione
giacomo catinella
gian lorenzo bernini
gioco dei saggi
giogo dell’embrione
giorgio de chirico
giotto ognissanti
giovanni martini
giro celeste del fuoco
giro di ruota
glosse volanti
gorgo metallurgico
grotte emerse
harmonia macrocosmica
heinrich khunrath
hic lapis est subtus te
homo galeatus
ignota sopravvivenza
il castello interiore
il mistero delle cattedrali
il rosario dei filosofi
il segreto dei filosofi
il trattato del cielo terrestre
imbibizione
imitatio christi
impronte archeologiche
incendio al borgo
incerazione
inchiostro vivo
insula chimica
intimo vegetativo dei lemmi
intonazione misterica
introibo ad altare dei
introitus apertus
in tempore senectutis
io non c ero
ippocrate
ireneo filalete
isidoro di siviglia
isotropo
i ching
i sette capitoli di ermete
jacob böhme
jacques monod
james joyce
jean-jaques pauvert
johannes grasseus
johann daniel mylius
john fante
john von neumann
j d salinger
j f colfs
j wolfgang goethe
knut hamsun
laboratorio alchemico
laboratorio fonetico
lacrima solare
lanterna dei saggi
lao-tzu
lapidis philosophorum
latte della vergine
latte delle cose volatili
lavaggio di latona
la nostra presenza
la putrefazione
la tradizione alchemica
legno che non brucia
lemmi e fumi
leonardo da vinci
leone babilonese
leone verde
letteratura
lettera sulla santitĂ 
lettera sul fuoco filosofico
le dimore filosofali
le dodici chiavi della filosofia
le necessita della scrittura
le pendu
libro delle figure geroglifiche
limojon de saint-didier
lingam yoni
liquor vitale
louis ferdinand céline
lo scrittore italiano
lo straniero
luce sincopata
lucis et umbrae
ludus puerorum
lune ardenti
luomo scolpito
l asino e il ghiaccio
magico chalybe
magnesia fisica
mark rothko
marylin monroe
materia dei saggi
materia medica
materia medica omeopatica
materia segreta
maternitĂ  plasmatrice
matrice distillatoria
matrice lessicale
medea
medicina universale
memorie dal sottosuolo
mercurio filosofico
mercurio fuggente
mercurio fuggitivo
mercurio vegetativo
mercurius senex
mescole escretive
mese delle mosche
metalli immersi
metrica danzante
metrica sonora
michelangelo ignudo
mimmo rotella
miniera lessicale
miracoloso attingimento
mirko drazen grmek
mistero del fuoco
mm junius
morfologia verbale
moti simbolici
movimento sacro
musa scalza
mutus liber
nascita del battista
navigare le sorgenti
nicolas flamel
nigredo
nitore di rifrazione
nomi nascosti
norbert wiener
norme creative
nosodi
notre dame
nova de universis philosophia
nuditĂ  alata
olivier clément
omeopatia clinica
omero
omnia ab uno et in unum omnia
onomaturgia universale
opera facile
operone
ora dei lavori
ordine bentonico
ordine biologico
ordini filosofici
orecchio interno
orizzonti perpetui
ortus diviciarum sapiencie dei
oswald croll
ouroboros
pablo picasso
pan hamsun
paolo lucarelli
parabola degli asini
paracelso
parola alchemica
parola muta
parola sospesa
passo di liberazione
passo sonoro
petronio arbitro
philalete
philosophia reformata
philosophia sacra
piccola pietra
piccolo fuoco delle dosi
piede di metallo
piede saturniano
piede tantrico
pierre de corbeil
pietra dei saggi
pietra dei veggenti
pietra filosofale
pitagora
plasma verbale
platone
polvere aurea
potassio
potenze immerse
potere centrifugo
potere centripeto
potere del silenzio
pozzo rivelato
praegnans cucurbita
praegnatio alchemica
precipitazione fonetica
predazione chimica
preformismo
prima essenza
prima materia
primo uomo
primo vagito
processione della volpe
progressione vegetativa
prosciugamento sintattico
psicologia e alchimia
pulsazione della pietra grave
punto di divaricazione
quintessenza
quintessenza incombustibile
rabarama
raccolta di pietra e di sabbia
radice dei saggi
radice dell arte
raffaello sanzio
raimondo lullo
raymond carver
remoto divenire
rené magritte
riduzione a materia prima
ripley scrowle
risonanza chimica
rivelazione semantica in itinere
robert boyle
robert fludd
romano morieno
rosarium philosophorum
rospo della terra
rosso papavero della roccia
ruota ardente
ruota narrante
sagome progressive
sale della speranza
sal sulphur mercurius
samuel hahnemann
sandro botticelli
sandro veronesi
sapone dei saggi
satyricon libri
scala cromatica
scala dei saggi
scarichi vettoriali
scavo semantico
schiuma di venere
scintilla fisica
scivolamento sintattico
scrigno dei saggi
scrittura creativa
scultura vivente
segreto dell arte
semi e lessemi
separazione
separazione delle nature
sequestro chimico
serpente alchemico
sigillo di hermes
sileno avvinghia dioniso
sodalizio del colore
soffio lessicale
soggetto dell arte
soglia di mercurio
sole dei saggi
sole notturno
solfeggio plasmatore
solfeggio sillabato
sollecitazioni corporee
soluzione
soluzione interna
solventi contratti
sommario filosofico
somme linguistiche
sostanza fuggitiva
speculum veritatis
spinta progressiva
spirito algoritmico
spirito dei saggi
spirito di vino
splendor solis
stella ardente
stella dei saggi
stella radicale
stella sonora
stimolo della sdrucciola
storia della scrittura moderna
studio degli incompresi
studi antropometrici
sublimazione
succhi di lunaria
tamara de lempicka
tana segreta
tao-te-ching
teleonomia
tempo costante
teresa d avila
terra fissante
terra foliata
terra lemnia
terza rivoluzione biomedica
the fool
thomas a kempis
tintoretto
tintura
tommaso d aquino
transiti metallurgici
typus mundi
umberto boccioni
umore radicale
unitĂ  germinativa
uno con altri
uomo vitruviano
upanisad vediche
utrisque cosmi
varco delle acque
veggenza chimica
veggenza degli antichi
veicolazione di fluidi
venerabile segno
verbum dimissum
verde vegetale
vergine nera
vergini esperidi
vero corvo
vertigine rotatoria
viaggio al termine della notte
via secca
via umida
villa dei misteri
vinceslas lavinius di moravie
vincolo misterico
virtĂą asinina
virtĂą del seme vegetativo
visibilitĂ  dei corpi
visione di george ripley
visitatore ignoto
vitalismo trasversale
vladimir nabokov lolita
voce della materia
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volumi critici
volumi smarriti
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domenica, 23 aprile 2006
Alchimia e Letteratura - Fedor Dostoevskij

La Miniera Lessicale
Leonardo da Vinci, Annunciazione (dettaglio) 1472-75
Galleria degli Uffizi, Firenze.

...... Leonardo da Vinci, Annunciazione (dettaglio) 1472-75
Galleria degli Uffizi, Firenze .......

.........
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Sono un uomo malato...Sono un uomo maligno. Non sono un uomo attraente. Credo che mi faccia male il fegato. Del resto, non me n'intendo un acca della mia malattia e non so con certezza cosa mi faccia male. Non mi curo e non mi sono curato mai, sebbene la medicina e i dottori li rispetti. Inoltre sono anche superstizioso all'estremo; beh, almeno abbastanza da rispettare la medicina. (Sono sufficientemente istruito per non essere superstizioso, ma sono superstizioso). No signori, non mi voglio curare per malignità. Voi altri questo, di sicuro, non lo vorrete capire. Ebbene, io lo capisco. S'intende che io non saprei spiegarvi a chi precisamente io faccia dispetto in questo caso con la mia malignità; so benissimo che anche ai dottori non posso in nessuna maniera fargliela col non curarmi da loro; so meglio d'ogni altro che con tutto questo danneggio unicamente solo me stesso e nessun altro. Ma tuttavia, se non mi curo, è per malignità! Se mi fa male il fegato, ebbene, mi faccia ancora più male!



Fedor Dostoevskij -

Memorie dal sottosuolo, 1864







Senza preamboli teniamo a ribadire, ancora una volta, che l'Arte è un processo tecnico di liberazione. Chi non desse per assiomatico tale principio di ordine vitale, troverà - in tale sede - solo un'arida sequenza di nozioni fono-linguistiche. Tanto vale seguire, quindi, quell'eccentrica rivelazione intima destinata, si sappia, esclusivamente ai quei pochi eletti infatuati - nonché atterriti e aggiogati - dall'insondabile, abissale, meraviglioso mistero della nostra materia vivente.

Il Fuoco Narrativo, si è visto, faticosamente - ma col vigore fondato sul principio della multidisciplinarietà - tocca vari domini didattico-allegorici. Siano fonti estratte dalla materia archeologica, siano soggetti sperimentali ai limiti della ragione ordinaria.  La Fonte è del ricercatore, non certo dello specialista: chiunque può attingere  a quel Fuoco dal Profondo - fibra costituiva, se estratta a dovere, del soggetto umano.

Quest'oggi si scelto di presentare, senza alcuna esitazione - un testo irriducibile, per schiettezza drammaturgica (precisamente le Memorie dal sottosuolo, opera del 1864 di Fedor Dostoevskij) - proprio perché d'icastica, nitida, straordinaria esemplarità.

D'altronde il nostro grande Moscovita operò sempre, finché visse, nell'ambito di una spregiudicata immersione nei colori vivi dell'Opera Narrativa. Cioè, mise a punto quella vigorosa sottomissione alle forze coercitive  e dominanti, fulcro della capitolazione esistenziale - forze, di fatto,  destinate al definitivo abbattimento dell'umana fragile natura,  comunemente ostacolo invalicabile del neofita: senza alcun timore, infatti, estrasse dal fondo del crogiuolo quei grumi, quei grani lessicali, di norma, scartati dai più.

Riconoscendo se stesso nel mondo, riconobbe e utilizzò il nostro fuoco cardinale - forza ascensionale, di spremitura e ribaltamento - asse temporale che garantisce, nella risalita, come accadde al Poeta nell'epilogo del XXXIV canto (prima di riveder le stelle)  - il ritorno alla vita ordinaria.    

Perché l'uomo, in ogni azione costruttiva, è un colore segreto che plasma la materia.  La materia vivente costringe, costipa, intrappola - conduce, insomma, inevitabilmente al nocciolo duro: base sostanziale per la sopravvivenza, tale nocciolo - e il suo conseguente trattamento - è il Soggetto dell'Arte, da che l'uomo abita l'impervio fuoco delle generazioni.

Si evitino, quindi, sistemi a buon mercato. La strada è dura, come durissima è la roccia per il metallurgico.

Perché la materia, di cui l'uomo è composto, è profondamente radicata in questo mondo. Vale a dire che il punto di elevazione - quel sentore nostalgico del primo uomo caduto nelle tenebre - abita e abiterà per sempre le Forze Nutrici: irresistibili nella loro seduttività, ammiccanti, diabolicamente persuasive - il richiamo alla caduta, cioè quella forma di nichilismo autocommiseratorio - strizzerà sempre l'occhio al ricercatore.

Con curiosità apprendiamo che sono stati istituiti corsi, negli Atenei d'oltreoceano (Harvard, Usa - ma ora anche in Europa) - di  ottenimento della felicità. Attraverso forme di manipolazione e induzione capziosa, denominate psicologia positiva - gli studenti potranno benedire il nuovo giorno, sembrerebbe, come il devotissimo Umbro nei nostri Fioretti quotidiani.

Il mondo, come si vede, va dalla parte sua. Rincorrerlo può essere fatto fino a un certo punto. Dopodiché visibilmente, egli stesso, dilaterà la propria massa critica lasciando il neofita seduto in terra.
In fondo, una carezza non ha mai fatto male a nessuno. Ma non ha mai, nemmeno, sanato un lebbroso.

Atteniamoci, quindi, al vaglio dei nostri Venerabili Saggi. Non è tanto  il partire, ci assicurano le Fonti Tradizionali - ma quanto il tornare.
Infatti tutti gli elementi estratti nel viaggio a ritroso, cioè dalla risalita su, ascendente - per la Miniera Lessicale, una volta riconosciuti, epurati, trattati - debbono avere, si sappia, una corrispondenza esattissima nei riguardi delle coordinate ambientali: debbono acquistare cioè, quella sagoma sociale necessaria per incrementare, definire, incoraggiare, le iniziative del consorzio umano, purtroppo, in parte - deformate dalle brutali accelerazioni, tipiche della modernità corrente.

Al contrario, non si sarà tornati . E la ricerca ci insegna a chiare lettere che molti, moltissimi - un giorno partirono; ma pochi, pochissimi, tornarono.

Leonardo da Vinci, Annunciazione (dettaglio) 1472-75
Mi piacerebbe conoscere quel giovane che ci seguiva.

Camminava con passo risoluto

sulla nostra ombra

e noi avevamo un folle desiderio

di correre.

Si stava avvicinando una corrente d'aria.

Noi entravamo nella galleria

e guardavamo il cielo

attraverso una vetrata polverosa.

Quel medesimo personaggio

ci spiava ridendo

Edito da: giasto04 a aprile 23, 2006 22:40 | link | |
letteratura, scrittura creativa, fedor dostoevskij, alchimia, leonardo da vinci, cabala fonetica, nicolas flamel, miniera lessicale, fulcanelli, eugène canseliet, memorie dal sottosuolo, colore segreto, fuoco cardinale, forze nutrici

martedì, 04 aprile 2006
Il Laboratorio dell'Alchimista

Il Germe Fiabesco


........ Aficionado, Pablo Picasso, 1912 ........


..........
.......



L'alchimista?

Un vecchio che medita, dalla fronte grave e incorniciata di bianchi capelli, dal profilo pallido e scavato, personaggio originale appartenente ad un'umanità ormai scomparsa, ad un mondo dimenticato; un recluso ostinato, votato allo studio, alle veglie, alla perseverante ricerca, all'ostinata decifrazione degli enigmi della alta scienza. Questo è il filosofo che l'immaginazione del poeta ed il pennello dell'artista si sono compiaciuti di rappresentare.


Il suo laboratorio, - cantina, cellula o antica cripta, - è appena illuminato da una luce del giorno triste e diffusa dalle numerose tele di polverosi ragni. Ed è proprio in un simile luogo che, a poco a poco, nel silenzio, si compie il prodigio. L 'instancabile natura, meglio che nei suoi rocciosi abissi, lavora sotto la prudente vigilanza dell'uomo, con l'aiuto degli astri e con la grazia di Dio. Fatica occulta, compito e ingrato e ciclopico, d'un'ampiezza da incubo! Al centro di questo in pace, un essere, un sapiente per il quale non esiste più nulla, sorveglia attento e paziente, le fasi successive della Grande Opera...

A mano a mano che i nostri occhi si abituano al buio, sorgono dalla penombra, nascono e si precisano mille cose. Dove siamo, Signore? È forse l'antro di Polifemo o la caverna di Vulcano?

Accanto a noi, una fucina spenta, coperta di polvere e di battiture di ferro; la bicornia, il martello, le pinze, le cesoie, le staffe; alcune lingottiere arrugginite; tutti gli attrezzi grossolani e pesanti del metallurgico sono finiti quaggiù. In un angolo, dei grossi libri pesantemente ferrati, - simili a degli antifonari, - dai segnalibri sigillati da vecchi piombi; dei manoscritti cinerei, libri di magia spalancati l'uno sull'altro, volumi ingialliti, pieni di note e di formule, macchiati dall’incipit all’explicit. E poi delle ampolle, panciute come dei buoni frati, piene di emulsioni opalescenti, di liquidi glauchi, rugginosi o carnicini, esalano quel tanfo d'acido la cui asprezza prende alla gola e pizzica le narici.

Sulla cappa del fornello stanno allineati dei curiosi vasi oblunghi, dal collo corto, tappati con la stoppa rivestita di cera; e poi dei matracci, dalle sfere iridescenti per i depositi metallici, che allungano i loro colli ora sottili e cilindrici, ora svasati o larghi; e le storte verdastre, le ritorte e le storte di terracotta, sono accanto a dei crogiuoli di terra rossa con macchie a forma di fiamma. In fondo, posati sui loro paglietti, lungo una cornice di pietra, degli uovi filosofici ialini ed eleganti contrastano con la cucurbita massiccia e tondeggiante, - praegnans cucurbita.

Dannazione! Ecco adesso dei pezzi anatomici, dei frammenti di scheletro: crani anneriti, sdentati, ripugnanti nel loro sogghigno d'oltretomba; feti umani appesi e disseccati, rattrappiti, miserabili resti che mostrano agli sguardi i loro corpi minuscoli, la loro testa incartapecorita, sogghignante e pietosa. Quegli occhi rotondi, vitrei e dorati sono quelli d'una civetta dal piumaggio sciupato, messa vicino ad un alligatore, gigantesca salamandra, altro importante simbolo della pratica. L'orribile rettile emerge da un antro oscuro, tendendo la catena delle sue vertebre sulle sue zampe tozze, e rivolge verso la volta le fauci dalle terribili mascelle.

Guardate quei vasi vetrificati, alambicchi o sublimatori disposti disordinatamente, secondo come capita, secondo l'uso, sulla suola del forno; o quei pellicani dalle spesse pareti; quei recipienti da interrare simili a delle grossa uova di cui si possa vedere una delle calaze; quelle bocce olivastre nascoste sotto la sabbia, a fianco dell'athanor dal fumo leggero che si arrampica sulla volta ogivale. Qui, l'alambicco di rame, - homo galeatus, - macchiato da sbavature verdi, là i due fratelli o i gemelli per la coobazione o la distillazione ripetute; e poi dei recipienti a serpentina, dei pesanti mortai di ghisa e di marmo; un grosso soffietto dai fianchi di cuoio rugoso, accanto ad un mucchio di guanti da fabbro, di tegole, di coppelle, di evaporatori...

Ammasso caotico di strumenti arcaici, di materiali bizzarri, di utensili non più in uso; cafarnao di tutte le scienze, guazzabuglio di faune impressionanti! E, fissato alla chiave di volta, planante su questo disordine, pendente dalle ali spiegate, c'è il grande corvo, geroglifico della morte materiale e della decomposizione che ne deriva, emblema misterioso di misteriose operazioni.

Strano è anche il muro, o per lo meno ciò che di esso rimane. Delle iscrizioni dal mistico significato ne riempiono i vuoti : Hic lapis est subtus te, supra te, erga te et circa te; dei versi mnemonici vi si accavallano incisi irregolarmente con lo stiletto sulla pietra tenera; uno di questi predomina sugli altri, è scavato in corsivo gotico : Azoth et ignis tibi sufficiunt; dei caratteri ebraici, dei cerchi tagliati da triangoli, misti a quadrilateri alla maniera delle firme gnostiche. Qui, un pensiero, fondato sul dogma dell'unità, riassume tutta la filosofia: Omnia ab uno et in unum omnia. Più in là, l'immagine della falce, emblema del tredicesimo mistero e della casa di Saturno; la stella di Salomone; il simbolo del Cancro, ossecrazione dello spirito malvagio; alcuni passaggi di Zoroastro, testimonianze dell'alta antichità delle scienze maledette. Infine, posta nella zona illuminata dallo spiraglio, e più leggibile in questo dedalo d'imprecisioni, la terna ermetica: Sal, Sulphur, Mercurius...

Questo è il quadro leggendario dell'alchimista e del suo laboratorio. Visione fantastica, priva di verità, uscita dall'immaginazione popolare e riprodotta sui vecchi almanacchi, tesori della divulgazione. Soffiatori, maghi, stregoni, astrologhi, negromanti?

- Anatema e maledizione!


  Fulcanelli, Le Dimore Filosofali.

  Ed. Jean-Jaques Pauvert - Paris, 1930.






Il Fuoco Narrativo, concepito nove mesi orsono con intenti puramente didattico-allegorici, dovrebbe aver mantenuto (si spera) nelle sue intenzioni, quell'aspetto tanto amato dai grandi letterati che di volta in volta, alchimisti, studiosi, o semplici esegeti - hanno impreziosito la nostra pagina elettronica. E cioè l'Assurdo Fiabistico o Favolistico - cardine assoluto, questo, delle Arti Tradizionali.

Sembrerà infatti assurdo, ma un approccio serioso, scolastico, libresco - denota la radicale assenza di colorazione naturale del soggetto operante - cosicché i nostri colori immersi, cioè quelle forze di grande ampiezza descrittiva emergenti dai substrati arcaici presenti in ogni essere umano, forzatamente ci dovranno apparire grotteschi, fantasmagorici, addirittura improponibili.

Ma questa è la storia dell'uomo che abita il lato posteriore del mondo: conosce poco del niente, vede molto che non sa, capisce qualcosa che non c'è, ma tutto, tutto -  incondizionatamente ama.
L'eroe civilizzatore, nelle nostre Arti progressive e concrete, vive l'Assurdo della distorsione cognitiva, e la raddrizza, riconducendola ad una possibile fruizione di ordine collettivo. Perché, in fondo, la nostra è un opera di colorazione sociale. Se non è buona per tutti, a maggior ragione,  è meno buona anche per noi.

Quindi scherziamoci su. Di turbolenze ce ne sono già troppe. La morte ci guarda con la rara bellezza di una piuma ancora viva, liberata chissà da quale misterioso uccello magico, piuma sospesa nella leggerezza di un soffio tiepido che - possiamo starne certi, nessun uomo potrà mai prevederne origine, direzione - né destino finale.

Quindi, semplificando tutto,  col solo uso dello spirito - senza voler forzatamente penetrare  l'impervia matrice delle applicazioni positive - abbiamo presentato, quest'oggi, ed elevato Laus Deo, scintillanti e festosi - un doppio passo filosofico di rara altezza descrittiva.

Perché bisogna, all'occorrenza, come dicevamo - anche divertirsi un po'. Ciò è possibile, in questo caso, data l'assoluta gravosità del peso trattato. Questo perché più il peso aumenta, più le controparti volatili eccitano. Utilizzando le forze vitali per desacralizzare l'antro misterioso dell'operatore, il guadagno è certo.

Infatti, il laboratorio alchemico, luogo misterioso e terrifico - può essere solo da pochi eletti sinteticamente valutato, abitato, praticato - e quindi riconosciuto nelle quattro, poderose, angolazioni di sostegno.
Aprire uno spiraglio nel sostegno, per di più grottesco, certamente porterà salute, e perché no, magari - una breve saggiatura del nostro germe sintattico.
   
Il testo, si è visto, ironizza la figura dell'Alchimista. D'altronde l'Autore - Fulcanelli - fu alchimista vero, autentico - per quanto il ventesimo secolo così tanto debba al fuoco ternario: Jean-Julien Champagne, Pierre Dujols, e non ultimo, di certo, Eugène Canseliet.
 Noi ci accontenteremo di Fulcanelli e delle sue indimenticabili parole, senza accendere quei fuochi investigativi sulla sua presunta inappartenenza ai luoghi mondani.

Si è scelta, non a caso, come immagine d'apertura, uno degli accatastamenti, affastellamenti, refilature cripto-minerali più riuscite di quell'inizio del secolo appena trascorso.  Pablo Picasso, infatti, ricompose soggettivamente le dosi, a lui proprie, di questo fuggevole mondo così difficile da cristallizzare.

Reinventandolo, ossigenò questo mondo così costipato. Lo Spagnolo, infatti, piace a tutti, e anche a noi. Lontanissimo dalla verità, ma uomo libero, ricompose un mondo possibile ma inesistente: la verità - si sappia - non abita certo il cubismo, l'astrattismo, il dadaismo, il futurismo, la nostra tanto amata metafisica.

E'anche vero, però, che la verità va cercata ovunque, in maggior modo in quegli spiragli di luce chiara che, sinceramente, a sprazzi, appaiono anche nelle arti non Tradizionali.

Infatti si tratta della nostra sintassi dei corpi viventi, per così dire. Dobbiamo essere certi che le dinamiche che denotano una formula d'Arte conclusiva, narrata o di figurazione - procedono dal quel Chaos Originario così metodicamente dichiarato da tutte le Fonti Tradizionali. A tale principio imprescindibile, quello caotico, l'Artista fonda il proprio universo mito-allegorico, appunto procedendo nella ricostruzione formale dell'Ordine Naturale delle Cose.

Con ciò intendiamo dire che l'ordine prestabilito deve forzatamente transitare, attraversare, guadare - quelle barriere naturali poste dalla cognizione ordinaria dell'uomo. Infatti, tali transiti costruttivi sono  il soggetto dell'Arte, esclusivo, dell'operatore.

Perché l'invenzione popolare - così ben descritta dall'Autore delle Dimore Filosofali (nel testo presentato), è la Prima Porta che conduce al Vero; perché la fallacità - mirabilmente tracciata nell'opera dal grande Andaluso ( L'Aficionado, del 1912) - è la Seconda Porta che conduce al nucleo sensibile; perché sognando, infine, con un po' di buona volontà, la luce spontaneamente, dolcemente genera.

Sta al redattore innamorato dell'Arte, cioè al ricercatore onesto e disinteressato, cogliere la pietruzza brillante, quel cristallo incorruttibile presente in ogni arte, in ogni angolo del mondo.


LA CONTRAZIONE LIRICA  DELLNon so dove lei mi voglia trascinare.

Diffido un po' delle sue bucce d'arancia

come pure di quei piccoli arcobaleni

che ha fatto scendere

nei cortili.

Edito da: giasto04 a aprile 04, 2006 15:36 | link | |
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