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La Cabala Fonetica




L'Aurora Consurgens




I Sette Capitoli di Ermete

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Il Fuoco Narrativo

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Laboratorio di Scienze Alchemiche
e Cabala Fonetica

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Indice generale

dei principali autori e soggetti trattati

aceto dei filosofi
acetum acerrimum
acidi nucleici
acqua ardens
acqua vitae
acque corrosive
acque minori
acque pontiche
agente generatore
agitazioni chimiche
agostino di ippona confessioni
agronomia celeste
alberto burri
albert camus
alchimia
alchimista
alterazione del rosso
amphitheatrum sapientiae
anatomie verbali
andreas cellarius
andrea mantegna
anfiteatro narrativo
antico carattere
anticristo alchemico
antifonario manoscritto latino
anuttara tantra
apoptosi
archeo lemma
argento vivo
arnaldo pomodoro
arndt-schultz
arnoldo da villanova
arn messaggero
ars chemica
ars magna lucis et umbrae
artefio
artista silenzioso
asse cardinale del tempo
assurdo filologico
astrnomicum caesarum
atalanta fugiens
atanasio kircher
athanor filosofico
attore cabalista
atto creativo
attrazioni verbali
augurellus
aurora consurgens
aurora dei filosofi
ayurveda
azoth
bagatto itinerante
bagliori chimici
bagno distillatorio
basilio valentino
beanza filosofica
bernardo trevisano
biologia scritta
bruciare il fuoco
cabala fonetica
cabala mineralis
cadenza tonica
cadenze sospese
caduta lessicale
calce viva
calcinazione
calibro della natura
calidus il filosofo
callo di venere
cancello della nerezza
canto chimico della materia
caos originario
cappella sistina
caput draconis
carattere segreto
caravaggio
carico degli innocenti
carico degli umili
carlos castaneda
carl gustav jung
catastrofe del bollore
cavaliere errante
caverna degli esseri
cellule procariote cocci
cenere incombustibile
centouno storie zen
charles bukowski
chnoubis
chnouph
chymica tripartita
cielo dei filosofi
cielo terrestre
clavis inferni
cloruro di sodio
coagulazione
cocktail degli asini
coda del pavone
codice trivulziano
coenders van helpen
coito regale
colore del verbo
colore di tiro
colore segreto
colpo di sedazione
combustione dei fiori
completamento dell eclisse
composizioni oracolari
conceptio alchemica
congelamento degli spiriti
contrazione sacrificale
contrizione della materia
coppia regale
copulatio alchemica
corpo dell arte
corpo dell oro
corpo lessicale
corpo metrico
corpo narrativo
corruzione putrefacente
cosmopolita
cottura lineare
criniera del leone
cripta luminescente
cristallo dei sapienti
cristologia
crocifissione di pietro
cronologia verbale
culex pipiens
cuore vegetativo dellarte
curious mathematical forms
cyprianus
dante alighieri
danza dell etimo
decantazione cartacea
decollazione filosofica
decontrazioni progressive
decozione
deposito dei re
de natura rerum
dialogo eudossio pirofilo
difetto delle proporzioni
dinamismo trascendentale
dionigi zaccaria
direzione vibratile
discesa negli inferi
distillazione
distrazioni chimiche
divenire progressivo
dolce sophia
dolori del giovane werther
domenico ghirlandaio
dom antonio giuseppe pernety
donum dei
dorso stellato
drago alato
drago alato mercuriale
drago aptero
d espagnet
edgar degas
elisir universale
ellissi operativa
elucidazione del testamento
enfasi di stima
epigenesi
erga te et circa te
ermete trismegisto
ernest hemingway
esplorazioni narrative
estensione temporale
estensioni linguistiche
etimo radicale
eugène canseliet
fabula cosmica
fago
fan kuan
farmacologia misterica
farmacologia vivente
fecce recrementizie
fedeli d amore
fedor dostoevskij
femmina della magnesia
femmina nuda
femmina regale
femmina rossa
fermentazione solare
festa dei pazzi
festa dellasino
filosofia chimica
filo luminoso d arianna
fimo di cavallo
finanza e denaro
fisica verbale
fisiologia costante
focus vibratile
foni espressivi
fornello distillatorio
forza della materia
forza maggiore
forza volatile del lemma
forze concrete
forze nutrici
françois jacob
francesco patrizi
franko b
friedrich nietzsche
fulcanelli
fuoco cardinale
fuoco comparato
fuoco composto
fuoco di liberazione
fuoco di oscillazione
fuoco generatore
fuoco liturgico
fuoco narrativo
fuoco nascente
fuoco nativo
fuoco protetto
fuoco retrogrado
fuoco segreto
fuoco semantico
fuoco sommesso
fuoco sonoro
fuoco stellato
fuoco universale
fusione
futuristi
gabbia elementare
gabinetto filosofico
galeno
gargolla chimères
geber
gemello chimico
genetica del nome
gentile da fabriano
geometria verbale
geremia 20 14
germe alchemico
germe fiabistico
germe sintattico
germinare la creazione
giacomo catinella
gian lorenzo bernini
gioco dei saggi
giogo dell’embrione
giorgio de chirico
giotto ognissanti
giovanni martini
giro celeste del fuoco
giro di ruota
glosse volanti
gorgo metallurgico
grotte emerse
harmonia macrocosmica
heinrich khunrath
hic lapis est subtus te
homo galeatus
ignota sopravvivenza
il castello interiore
il mistero delle cattedrali
il rosario dei filosofi
il segreto dei filosofi
il trattato del cielo terrestre
imbibizione
imitatio christi
impronte archeologiche
incendio al borgo
incerazione
inchiostro vivo
insula chimica
intimo vegetativo dei lemmi
intonazione misterica
introibo ad altare dei
introitus apertus
in tempore senectutis
io non c ero
ippocrate
ireneo filalete
isidoro di siviglia
isotropo
i ching
i sette capitoli di ermete
jacob böhme
jacques monod
james joyce
jean-jaques pauvert
johannes grasseus
johann daniel mylius
john fante
john von neumann
j d salinger
j f colfs
j wolfgang goethe
knut hamsun
laboratorio alchemico
laboratorio fonetico
lacrima solare
lanterna dei saggi
lao-tzu
lapidis philosophorum
latte della vergine
latte delle cose volatili
lavaggio di latona
la nostra presenza
la putrefazione
la tradizione alchemica
legno che non brucia
lemmi e fumi
leonardo da vinci
leone babilonese
leone verde
letteratura
lettera sulla santitĂ 
lettera sul fuoco filosofico
le dimore filosofali
le dodici chiavi della filosofia
le necessita della scrittura
le pendu
libro delle figure geroglifiche
limojon de saint-didier
lingam yoni
liquor vitale
louis ferdinand céline
lo scrittore italiano
lo straniero
luce sincopata
lucis et umbrae
ludus puerorum
lune ardenti
luomo scolpito
l asino e il ghiaccio
magico chalybe
magnesia fisica
mark rothko
marylin monroe
materia dei saggi
materia medica
materia medica omeopatica
materia segreta
maternitĂ  plasmatrice
matrice distillatoria
matrice lessicale
medea
medicina universale
memorie dal sottosuolo
mercurio filosofico
mercurio fuggente
mercurio fuggitivo
mercurio vegetativo
mercurius senex
mescole escretive
mese delle mosche
metalli immersi
metrica danzante
metrica sonora
michelangelo ignudo
mimmo rotella
miniera lessicale
miracoloso attingimento
mirko drazen grmek
mistero del fuoco
mm junius
morfologia verbale
moti simbolici
movimento sacro
musa scalza
mutus liber
nascita del battista
navigare le sorgenti
nicolas flamel
nigredo
nitore di rifrazione
nomi nascosti
norbert wiener
norme creative
nosodi
notre dame
nova de universis philosophia
nuditĂ  alata
olivier clément
omeopatia clinica
omero
omnia ab uno et in unum omnia
onomaturgia universale
opera facile
operone
ora dei lavori
ordine bentonico
ordine biologico
ordini filosofici
orecchio interno
orizzonti perpetui
ortus diviciarum sapiencie dei
oswald croll
ouroboros
pablo picasso
pan hamsun
paolo lucarelli
parabola degli asini
paracelso
parola alchemica
parola muta
parola sospesa
passo di liberazione
passo sonoro
petronio arbitro
philalete
philosophia reformata
philosophia sacra
piccola pietra
piccolo fuoco delle dosi
piede di metallo
piede saturniano
piede tantrico
pierre de corbeil
pietra dei saggi
pietra dei veggenti
pietra filosofale
pitagora
plasma verbale
platone
polvere aurea
potassio
potenze immerse
potere centrifugo
potere centripeto
potere del silenzio
pozzo rivelato
praegnans cucurbita
praegnatio alchemica
precipitazione fonetica
predazione chimica
preformismo
prima essenza
prima materia
primo uomo
primo vagito
processione della volpe
progressione vegetativa
prosciugamento sintattico
psicologia e alchimia
pulsazione della pietra grave
punto di divaricazione
quintessenza
quintessenza incombustibile
rabarama
raccolta di pietra e di sabbia
radice dei saggi
radice dell arte
raffaello sanzio
raimondo lullo
raymond carver
remoto divenire
rené magritte
riduzione a materia prima
ripley scrowle
risonanza chimica
rivelazione semantica in itinere
robert boyle
robert fludd
romano morieno
rosarium philosophorum
rospo della terra
rosso papavero della roccia
ruota ardente
ruota narrante
sagome progressive
sale della speranza
sal sulphur mercurius
samuel hahnemann
sandro botticelli
sandro veronesi
sapone dei saggi
satyricon libri
scala cromatica
scala dei saggi
scarichi vettoriali
scavo semantico
schiuma di venere
scintilla fisica
scivolamento sintattico
scrigno dei saggi
scrittura creativa
scultura vivente
segreto dell arte
semi e lessemi
separazione
separazione delle nature
sequestro chimico
serpente alchemico
sigillo di hermes
sileno avvinghia dioniso
sodalizio del colore
soffio lessicale
soggetto dell arte
soglia di mercurio
sole dei saggi
sole notturno
solfeggio plasmatore
solfeggio sillabato
sollecitazioni corporee
soluzione
soluzione interna
solventi contratti
sommario filosofico
somme linguistiche
sostanza fuggitiva
speculum veritatis
spinta progressiva
spirito algoritmico
spirito dei saggi
spirito di vino
splendor solis
stella ardente
stella dei saggi
stella radicale
stella sonora
stimolo della sdrucciola
storia della scrittura moderna
studio degli incompresi
studi antropometrici
sublimazione
succhi di lunaria
tamara de lempicka
tana segreta
tao-te-ching
teleonomia
tempo costante
teresa d avila
terra fissante
terra foliata
terra lemnia
terza rivoluzione biomedica
the fool
thomas a kempis
tintoretto
tintura
tommaso d aquino
transiti metallurgici
typus mundi
umberto boccioni
umore radicale
unitĂ  germinativa
uno con altri
uomo vitruviano
upanisad vediche
utrisque cosmi
varco delle acque
veggenza chimica
veggenza degli antichi
veicolazione di fluidi
venerabile segno
verbum dimissum
verde vegetale
vergine nera
vergini esperidi
vero corvo
vertigine rotatoria
viaggio al termine della notte
via secca
via umida
villa dei misteri
vinceslas lavinius di moravie
vincolo misterico
virtĂą asinina
virtĂą del seme vegetativo
visibilitĂ  dei corpi
visione di george ripley
visitatore ignoto
vitalismo trasversale
vladimir nabokov lolita
voce della materia
volta delle torsioni
volumi critici
volumi smarriti
vuoto chimico
vuoto sonoro
washington museum
xnoubis



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venerdì, 23 marzo 2007
Alchimia e Magia Sexualis

La Farmacologia Viventeayurveda ...... Tavola Ayurvedica ......

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Da secoli l'uomo cerca il metodo per prolungare la vita. Le antiche discipline chimico-allegoriche, in vario modo, si occuparono di
preparare tali elisir universali, dato che così venivano definiti dai saggi di ogni epoca - e procrastinare di fatto quei processi di decadimento e senescenza, quei movimenti catabiotici, destino obbligato di ogni singolo essere vivente.

  Lontano come siamo dal concetto - assurdo secondo noi - di programmare  un'esistenza eterna in questo mondo (e cioè, nel ristretto alvo delle scienze della natura) ci limitiamo semplicemente a tenerne conto. Secondo noi, in tutti i casi, la definitiva effrazione della barriera biologica - cioè la morte fisica - è un dato di fatto incoercibile.

In questo contesto, però, l'arte ci pone un pretesto d'eternità assoluta, immutabile, da consumarsi su questa terra. D'altronde, concordi in assoluto con l'ipotesi della persistenza del singolo individuo nella parte chiara, luminosa di questo mondo ad infinitum, ci preoccupiamo di trasmettere quanto di buono nel campo della farmacologia misterica,
nell'arco di millenni è stato tramandato, con - per di più - l'assicurazione dell'assoluta veridicità di tali conclusioni.

Il testo c
he presentiamo, tra impeto lirico, sfoggio allegorico, enigma cripto fonetico, ci permette una più ampia visione, ma di certo più diretta, di queste conclusioni di (antica) materia medica. Lo abbiamo separato, difatti, dal testo di presentazione, cioè questo che state leggendo - poiché il nostro atteggiamento rimane fortemente clinico, scientifico, di quella didattica che attiene al tempo nel quale operiamo.

Inoltre, se non altro per variare il piano iconografico, si è scelta un'impronta (anatomica) alchemico orientalista - principalmente vedico-tibetana (ayurvedica), sia nel testo che nelle tavole che accompagnano questa nuova pagina elettronica. 

Senza rinunciare alla forza che ci sostiene, vale a dire l'espressione di vitale totalità, siamo certi che l'effetto di ossigenazione culturale sarà di auspicio per il lettore.

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 Copia di ayurveda max
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Senza soffermarci troppo nelle discipline mediche che l'antichità ha generosamente ayurveda concesso all'uomo moderno, daremo conto - senza l'utilizzo d'estratti - del sacrosanto principio di guarigione medica dell'umana natura corporea.

Principio e fine, così come lo intendevano i Padri del pensiero antico. In più,  per mezzo di quello che gli antichi maestri chiamavano trattamento clinico del Mistero del Fuoco - cercheremo di chiarire come qualsiasi arte, di suo, contenga in nuce quel punto di liberazione volto alla sintesi biologica.

Il Fuoco, infatti - nelle scienze filosofiche tradizionali - significa potere intrinseco, termodinamico, della materia. Perché la materia, si sappia, è il nostro esclusivo reagente fisico-chimico.

Ogni materia, quindi, vive di reazioni proprie - reazioni elargite dalla natura propria esclusiva.

Nel corpo allora, ogni organo - distretto anatomico che sia - agisce secondo strategie cito-molecolari che attengono alla struttura che li determina. Ogni cosa al suo posto, viene scritto dalle nostre fonti. Così infatti funziona il corpo. Tanti gli org
ayurvedaani, una la funzione generale (fisiologia) - tante le singole dinamiche.   

L'origine di tutto è il principio. Infatti, apparirà scontato, ma è solo partendo dall'inizio che si otterrà l'elemento conclusivo della Nostra Opera. Avendo in mano il principio, rovesciando il principio, si otterrà il segreto della nostra Pietra miracolosa.

Nelle Arti applicate, l'origine è l'inizio dell'èra moderna. Ma l'èra moderna, già di suo, contiene il processo di invecchiamento della materia. Difatti, le nostre impronte archeologiche, devono apparire vivissime nelle arti applicate di oggi. Altrimenti questa arte è effimera, che non contempla il passato.

Giungendo all'origine, infatti, si parte dall'inizio. Conoscendo l'inizio il progresso sarà assicurato, perché la strada è tracciata dal Fuoco Segr
CARTA ASTROLOGICA TIBETANAeto. Come nel corpo dell'uomo, così nell'arte si otterrà l'essenza. Il sangue periferico è denso, corposo, materico, rosso cupo. Questo è il sangue venoso, che agisce nelle periferie biologiche dell'uomo.

Ma l'intimo, il circolo arterioso, che è interno - è tenue, il rosso stempera e diviene quasi bianco rosato. Questo, quindi, è ciò che si deve raggiungere, e che noi chiamiamo inizio. 

  L'inizio si ottiene andando a fondo. Perché più si penetra la materia, più essa è docile e tenue - come il circolo arterioso. Infatti il sangue venoso è esteriore e serve per dare corpo, non per determinare l'indirizzo fisiologico del corpo.

Dentro, l'uomo, come l'arte, è distillato dal Fuoco che lo rende limpido e cristallino.

Andando fuori, ecco che acquista mater
ia plasmabile, perché tutto gira con la gravità, utile per manipolare la materia.

Andare a fondo significa conoscer
e. Né pinze né chiavistelli permettono la penetrazione, ma la sola Dolce Sophia apre la porta dell'uomo. Infatti l'effrazione dell'imene avviene con uno strumento delicatissimo, che in India chiamano Lingam.

L'amore permette una spinta che sia giusta, né violenta né timida, e la Coppia Regale - unita nel Fuoco Segreto - rivela la nostra essenza.

tantra

Edito da: giasto04 a marzo 23, 2007 17:00 | link | |
scrittura creativa, alchimia, cabala fonetica, nicolas flamel, ayurveda, fulcanelli, eugène canseliet, dolce sophia, farmacologia vivente, elisir universale, farmacologia misterica, mistero del fuoco, impronte archeologiche, materia medica, lingam yoni, coppia regale, fuoco segreto

giovedì, 15 marzo 2007
Alchimia e Cabala Fonetica - Acrobazie Pratiche Fono-Semantiche

Il Plasma Verbale
Astrnomicum Caesarum, 1540 - Peter Apian (1495-1552)  ....... Astronomicum Caesareum, 1540 - Peter Apian (1495-1552) ......

............
.....


Poco dopo l'anno duemila, ci trovammo nella necessità di dare un ordine sistematico alla notevole mole di informazioni tratte dalla materia tradizionale. Non solamente di alchimia si trattava, ma in generale di studi ricavati dalle dirette fonti archeo-linguistiche che, nell'arco di un ventennio, avevamo cercato di trattare, valutare, sperimentare - su di un piano mito-allegorico.

Nacque così il Fuoco Narrativo, esperimento tecnico-linguistico, secondo noi - almeno in quel periodo - destinato a costituire un testo base, saggistico e cartaceo, rivolto agli studiosi del misterioso mondo delle espressioni fono-verbali.

Col tempo, procedendo con la stesura del testo, ci accorgemmo che qualcosa stava cambiando. Si decise, perciò, di estendere tale ricerca nel campo (per noi del tutto sperimentale)  - del registro informatico. Infatti, tale conversione elettronica, ci apparve sostanzialmente in linea con talune dinamiche sensibili riscontrate nell'arrembante, effervescente, modernità che diveniva.

Il testo che oggi presentiamo, faceva parte di quel progetto. Noi crediamo, per diretta esperienza, che vada consumato per quello che è. Si inizi anche da qui. D'altronde l'Arte Regia ci insegna molte cose. Una, ad esempio, che i contenuti muoiono, come muore ogni cosa cosa in questo mondo.

Ma l'intento, la struttura, le dinamiche del corpo sonoro, la carica del timbro lirico-semantico, le acrobazie chimico-fonetiche - insomma, tutto ciò che di visibile è reso percettivo, tutto ciò che può sollecitare speculazione oltre il vocabolo stesso, tutto ciò che muove l'arte - va colto senza starci troppo a pensare.

Perché la Conoscenza è un dono, tanto vale attenderla facendo qualcosa di simile al mistero di se stessi.

.........

manoscritto
.........
....

  Ecco un assurdo filologico: alla Parola non è data altezza né vertigine, poiché - per quanto verticale, cuoce sempre del Primo Fuoco.
divino amore e anima, 1660
Per noi questo è chiarissimo:

la Forza Volatile del Lemma è qualità sublimata dell’Antica Radice.
 
Essudata la matrice da sotto, allitterando (in lex patrie, lì dove oggi è nata) - la parola prende forma, va
le a dire che insistendo la lettera - eccola comporsi, relativa al soggetto.

Infatti devi lasciar cadenzare quel p
asso sonoro (Metro dei Saggi) - orecchio unico indefettibile:

il tuo cuore potrà così capire - e potrà rapire.

La parola ti piega le ginocchia? Noi siamo contenti, perché non sei più solo. Se non conosci il Primo Vagito (Soffio Lessicale), cosa pretendi di fare?

E’ una pazzia questa?

Chnoubis Xnoubis Chnouph
E’ una pazzia
per chi agisce senza aver accudito il Fuoco Nativo.

Se non allitteri e no
n sei Maternità Plasmatrice, tutto evapora e l’azione è dispersa. Ascolta il Solfeggio Plasmatore: l’occhio del cuore simulando la natura, senza artifici, troverà la prima materia duttile e buona con tutti.

Senza stupore, fiduciosi di tutto - abbiate quindi una certezza: da sempre sappiamo che parto segue ventre.

Questa R
egola, per noi, è un dato di fatto: origine che torna all’origine - Uno e Centro nell’Uno, Ab Novo - figlio di madre cristallinFrancesco Patrizi. Nova de universis philosophia.a, il Plasma Verbale – cooptate e brillate le assonanze alla radice, intimo dentro e chiarissimo fuori, data geometria e qualità a semi e lessemi - cristallizza la Parola Muta: adattabile,Ars Chemica, Strasbourg, 1566 flessibile, incline alla coesione sintattica - non parla.

Perché dovrebbe farlo?

Tace di suo, il Verbo Antico. Tace, buono di natura. Incapace di fallire - diplomatico, cordiale, scrupoloso - attende la Sequenza Metrica Rivelatrice.

L’Attesa, quindi, è la nostra femmina nuda.


Infatti - spirito sempre attivo - ora la Scrittura Vivente muove di un Doppio Moto Solare. Per noi vale a dire: ago e grafite agiscono divaricando e contraendo.

Disgregano, quadrano, picchettano infine il Fuoco Nascente [Piede Metrico di Saturno] - e tutto rivela, a
questo punto - il nostro grande enigma. Quale enigma viene rivelato? Questo: la spira ascendente nel Giro Celeste del Fuoco.

Sappiamo, ora, che qualcuno però imbarazza. Perché?


La Metrica Uni
versale alligna, cosa temere? Sappiamo dagli Antichi che ora e solo ora dobbiamo cedere libertà al giogo dell’embrione - proprio lì, all’estremo margine tavola studio clitoridesintattico.

Radichiamo anche noi, quindi - ubbidiamo a chi sa.

Ci sorprenderemo subito.


E’ attivo uno scenario ben noto al Saggio:


raccapricciante per marca grafica confezionata dalla stessa Prima Natura, incastonata nella Parola, la Nuda Natura
, adesso - impunemente

 disvela l’intrinseco all’A
rtista cauto e paziente.

I più sobbalzano, altri elettrizzano: atto scabroso all’inizio,
l’imbarazzo abbatte il palpitante che arremba.

Le Acque Corrosive - putride, disgustose, mefitiche - grandi Vie della Ricerca Lessicale, obbligano fuori sofisti e demagoghi, nauseati dal Vero.

L’Artista esperto non piange, certo. Non ride - non si scandalizza: non può.

 Non c’è tempo.

Il lavoro lo attende.

Johann Daniel Mylius - Philosophia reformata

Spogliato di tutto, ridotto a niente, concreto e sagace - cedendo gravi alla Pesatura dei Corpi, ormai bilanciato, accompagna la natura - materno e affettuoso; svuotato d’intellezione, praticamente sciocco tra sciocchi, leggero senza pretese, fermo al suo posto, brillante dentro e flemmatico fuori - attende liquefare i residui ostinati e recalcitranti.

Paziente, attende - e osserva una cosa.


Nemico dell’intimità, l’uomo da poco - nostro primo congiunto sul
limitare alto del Pozzo, coglie veloce la struttura del vocabolo: vuoto internamente - dà forza al conceptio alchemicavacuo soggettivo, addolorando i più che non capiscono.

La gente strugge di fantasia, ansima e anela - ma non
praegnatio alchemica apprende: convinta del vero, senza sostanza nutritiva - elettrizza le Chiavi Lessicali - e nel disordine muovono, le nostre parole, create solo dall’odio antagonista.

Invece l’Artista, si ritira nella solitudine del suo Gabinetto Filosofico.


 Batte i pugni in terra e desidera la morte. Come non amare le sue piccole cose? Noi lo confortiamo con l’Antico Lemma, voce muta per orecchie assolute, buone e senza pretese.

Quindi non basta capire, non basta sapere - adesso con tutto il corpo

 prova a vedere.

Rifletti questo che dirò: grafema dal volto umano, Sale della Speranza, Soffio Vivente - la Parola ritrae se stessa prosciugando l’origine: in piedi - Ortografia Attiva in Tempore, la vediamo adesso procedere mediante

foni espressivi.

Ora è sotto i nostri occhi, vedi?

ouroboros
  La natura l’ha conformata per dettaglio e specie

è la nostra parola.

Sgrossata, svelenita, refilata e intrinseca -
la puoi vedere libera nell’origine e finita nella specie: cSerpente Alchemicoostretta e contratta - è Glossa appena nata: tiepida e tenera, determina la propria natura essenziale - salda e articolata, è

Rivelazione Semantica in itinere.

Non puoi, quindi, come faresti? - trascurare la Matrice Lessicale. Ascolta: non puoi far uso di Glosse Volanti
(Lemmi e Fumi) - di fatto quindi, il can corrente [Uomo in Vivo] - cede passo al tempo, senza trattenere tempo: altera l’origine e manipola se stesso convinto del vero, ma permanendo nel falso: vanitoso si nutre della Parola col solo esercizio fisico.

Come fai ad amare uno così?

Tanti siano gli esseri in vita, una è la Parola; il mondo in te - il mondo dell’altro - è una lingua sola. Non zitta (
Lettera Muta) - per elezione
e spinta accrescitiva, morfologia verbale come morfologia anatomica, sostanza coesa che definisce, non può sbagliare.

Erra variando, orienta plasmando - raddrizzata dal
Sole dei
Saggi.


Edito da: giasto04 a marzo 15, 2007 14:00 | link | |
scrittura creativa, alchimia, soffio lessicale, cabala fonetica, nicolas flamel, fulcanelli, eugène canseliet, matrice lessicale, prima materia, assurdo filologico, forza volatile del lemma, passo sonoro, primo vagito, fuoco nativo, maternità plasmatrice, solfeggio plasmatore, plasma verbale, parola muta, fuoco nascente, giro celeste del fuoco, giogo dell’embrione, acque corrosive, rivelazione semantica in itinere, sole dei saggi, morfologia verbale, astrnomicum caesarum, semi e lessemi, sale della speranza, foni espressivi, glosse volanti, lemmi e fumi, johann daniel mylius, philosophia reformata, praegnatio alchemica, conceptio alchemica, nova de universis philosophia, ars chemica, serpente alchemico, francesco patrizi

giovedì, 01 marzo 2007
Alchimia e Psicologia - Discussione su C.G. Jung

La Parola Alchemica
fludd_utrisque_cosmi_oppenheim _1620 - Robert Fludd (1574-1637)   ...... Utrisque Cosmi, Oppenheim 1620 - Robert Fludd (1574-1637) .....


..............
......


ù

Tempo addietro abbiamo raccolto, con vivo piacere, l'invito ad una conversazione sulla materia alchemica. Data l'imponente complessità del tema trattato, si è cercato di rendere accessibili taluni aspetti - secondo noi salienti - della Grande Opera. Si è cercata, quindi, più la semplicità - madre dell'opera - che l'indagine forzatamente specialistica, ahimè, crudele sorella del ricercatore.

D'altronde, come si vedrà più avanti, siamo molto lontanti dall'esaustività: ma non era certo la completezza nelle nostre intenzioni. Onere questo, fra l'altro, del tutto improponibile in un dominio di tanta estensione, qual'è di fatto l'opera alchemica.
Ne è scaturito, quindi, un incontro assai variegato, molto intenso, con lo scrittore e saggista Valter Binaghi, al quale va il nostro più sentito ringraziamento.

Perché, in effetti - un certo scalpore, anche in altra sede, fu dato da alcune nostre osservazioni rivolte, in proposito - al teorema alchemico junghiano.  Si era cercato, nei limiti del possibile, di proporre un quadro sistematico dei principali problemi che le due materie, assai complesse, implicano per uno studioso.

Da una parte il notevole apporto dato da Jung nelle psicopatologie avanzate, dall’altro l’impegno dell’alchimia tradizionale nel persistere nell’alvo del proprio humus didattico: e cioè, di rimanere fedele a se stessa.

E’ risaputo che Jung si occupò d’alchimia, lasciando - però - profondamente perplessi gli alchimisti stessi. Da qui, e in altra sede, ne scaturì un piccolo dibattito, crediamo - anzi ne siamo certi - fondato sull’esclusivo spirito di ricerca che animava gli interlocutori.

Ricordiamo solamente che la materia è complessa, e richiede molta attenzione nella lettura dei testi, sforzo questo - forse inadatto per una pagina elettronica.

Seguendo l’antico principio forense che l’obbligo di dare prova spetta a colui che afferma, non a colui che nega, ma senza la medesima pretesa, riproponiamo tale conversazione.


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Valter Binaghi: per iniziare, una riflessione su Jung mi pare importante, perché è un autore che come pochi altri Carl Gustav Jung_psicologia e alchimiaha condizionato, oltre all’ambito psicoterapeutico, tutte le analisi dell’immaginario artistico e sociale degli ultimi trent’anni. Il punto di vista che proponi, però, cioè quello dell’Alchimia operativa (rispetto alla quale dai un giudizio negativo di Jung, accusandolo di dilettantismo) è di difficile accesso, almeno per me. L’idea che me ne sono fatto è che si tratta di un’arte dell’integrazione spirituale, fondata però su un simbolismo non naturale, cioè esoterico perché legato a convenzioni segrete. Spiegata in termini più universalmente psicologici, dove sta secondo te la manchevolezza? dell’impostazione junghiana?

Fuoco Narrativo: S
uccesse questo. Jung trattò l’alchimia come un fenomeno psichico, riducendo, quindi, l’alchimia ad una sorta di cura medica dell’inconscio.

Gli alchimisti suoi contemporanei (come accadde in ogni epoca) eranochampagne fulcanelli canseliet fondamentalmente dei chimici di laboratorio, trattavano la materia e in essa ricercavano l’origine universale della Vita. Occupandosi della materia cercavano teologicamente Dio, o lo Spirito Universale, ecc - e quindi erano anche dei filosofi.

Jung non capì che la sua fu un’interferenza in una materia che da migliaia di anni veniva tramandata canonicamente, cioè attraverso dei codici di ordine chimico, fisico, filosofico, mito allegorico, ecc.

Quindi, senza un opportuno e obbligato decriptaggio degli elettuari alchemici, finì per sviluppare una mitopoiesi alchemica non rispettosa dei millenni di studi (più o meno dagli egizi in poi) che l’avevano codificata attraverso sforzi inauditi.

Ma Jung psicoterapeuta è indiscutibile. L’apporto da lui condotto negli studi antropologici rimane tuttora un’opera imponente, oltretutto fondamento del pensiero interpretativo dell’occidente moderno.


Valter Binaghi: chiaro. Adesso ti faccio una domanda da un milione di dollari.
Come si deve leggere un libro come “Il mistero delle cattedrali” di Fulcanelli?
champagne fulcanelli canseliet
Cioè come lo deve leggere un non-iniziato (e forse, a monte, è il caso che si metta a leggerlo?)

E allora. Se dovessi consigliare un libro a uno come me, che viene dalla filosofia e ha spilluzzicato un po’ sull’ermetismo senza capirci un gran che, consiglieresti proprio quello?


Fuoco Na
IL MISTERO DELLE CATTEDRALI - champagne fulcanelli canselietrrativo: “Il Mistero delle Cattedrali” di Fulcanelli, Valter, come certamente saprai - è la basilica dell’alchimia moderna. Se dovessi suggerire una lettura, mi limiterei a segnalare l’aspetto puramente estetico di questo vertiginoso volume di antica sapienza.

Perché il libro è innanzitutto bello, avvincente, scritto col solo mezzo di una passione sconosciuta. Da un linguaggio semplice, addirittura infantile si addentra nelle profondità del mito, della chimica, dell’allegoria.

Il traino è la bellezza, la meraviglia del mistero. Poi pian piano, cominciano a emergere i significati, il senso intimo della Grande Opera.

E quella, come certamente avrai intuito dai contenuti, emerge spontaneamente.



Valter Binaghi: certo. Ora lascio la parola ad Elena. Vuole portarti degli esempi direttamente estratti dalla materia junghiana. Ascoltiamola.


Jung scive: “Ho studiato per quindici anni, senza farne mai parola ad
champagne fulcanelli canseliet alcuno, perché non volevo suggestionare i miei pazienti o influenzare i miei colleghi. ma dopo quindici anni di ricerche e di osservazioni, certe conclusioni mi si imposero ineludibilmente. le operazioni alchemiche erano reali, solo che la loro realtà non era fisica, bensì psicologica. l’alchimia rappresenta la proiezione in laboratorio di un dramma insieme cosmico e psicologico. l’opus magnum aveva due finalità: il salvataggio dell’anima umana e la salvazione del cosmo. ciò che gli alchimisti chiamavano “materia” era in realtà l’inconscio. l’anima mundi, identificata con lo spiritus mercurius, era imprigionata nella “materia”: per questo motivo gli alchimisti credevano nella “verità” della materia, perché la materia era la loro stessa vita psichica. si trattava perciò di liberare questa “materia”, di redimerla: di trovare insomma la pietra filosofale, il corpus glorificationis”.

(…segue una descrizione sintetica del processo “alchemico” ovvero di quel processo definito da Jung individuazione…)

  “Io sono e rimango uno psicologo. ciò che trascende l’esperienza umana non mi interessa: non mi
champagne fulcanelli canseliet chiedo nemmeno se una tale trascendenza sia possibile, perché comunque i fenomeni transpsicologici non sono nel raggio d’azione dello psicologo. ma anche sul piano propriamente psicologico ho a che fare con esperienze religiose la cui struttura e il cui simbolismo possono essere interpretati. per me dunque l’esperienza religiosa ha una realtà, è vera. ho constatato che attraverso tali esperienze religiose è possibile “redimere” l’anima, accelerarne l’integrazione, ristabilire l’equilibrio dello spirito. per me psicologo lo stato di grazia esiste: è lo stato di perfetta serenità dell’anima un equilibrio creativo, fonte di energia spirituale”.

Jung parla, W.Mc Guire e R.F.C. Hull curr, pg. 294-295, Adelphi.



Elena: credo sia un errore credere che Jung usasse l’alchimia “per guarire” come èchampagne fulcanelli canseliet scritto nell’articolo, per chi conosce la sua opera è chiaro che il suo è un atteggiamento scientifico, egli osserva come la psiche opera e scopra nei simboli un “funzionamento” universale.

Gli archetipi esistono nell’inconscio è i simboli sono un modo di concretizzarli come immagini, lo studio comparato delle religioni gli ha permesso di cogliere similitudini oltre che differenze e comprendere che ci sono processi che guariscono e altri che “ammalano” la psiche. L’alchimia non è usata come cura, così come non lo è la religione essa serve solo come spiegazione di un processo altrimenti non definibile.


  Fuoco Narrativo: premesso che l’apporto di Jung nella materia medica occidentale è assoluto, indiscutibile, centrale - va però ricordato che l’alchimista non è né un
champagne fulcanelli canselietmedico, né uno psicologo, né un antropologo.
Quindi ciò dovrebbe spiegare la distanza che esiste tra le scienze biomediche accademiche e la ricerca chimico-filosofica: sono mondi separati concettualmente.

Se allo scienziato interessa l’effetto farmacologico diretto sull’uomo, per sanare, supponiamo, una (psico) patologia - l’alchimista, differentemente, si preoccupa di preparare il farmaco
per trovare teologicamente Dio, l’origine delle cose, lo spirito universale, ecc - senza valutazione alcuna del concetto di malattia.

L’impostazione apparirà completamente diversa.

Ciò che dice Elena non fa una piega. E’ una corretta descrizione del teorema junghiano. Anche qui ci si trova davanti a qualcosa di indiscutibile: la terapia moderna, che tanto ha prodotto nell’ultimo secolo in termini di cura delle psicopatologie. Jung fu un medico che curava e molto spesso guariva i pazienti.

Scrive Jung:

Certe conclusioni mi si imposero ineludibilmente. Le operazioni alchemiche erano reali, solo che la loro realtà non era fisica, bensì psicologicachampagne fulcanelli canseliet

Detto a un alchimista, non può che scoraggiarlo. Va ricordato infatti, che l’opera di laboratorio non è una metafora, ma un dato di fatto. E’ la base di tutto. E come se a una partita di calcio togliessi il pallone.

Ancora Jung:

Ciò che gli alchimisti chiamavano “materia” era in realtà l’inconscio”.

Questo, anche, mi pare inesatto. L’alchimista si rivolge alla materia e solo a quella, fuor di metafore. L’inconscio non è valutato.

Il potere intrinseco della materia tangibile, empirica, sostanziale - è l’unico trattamento al quale l’operatore alchemico si rivolge. Egli lavora in un laboratorio chimico vero e proprio. Tra l’altro, difficilmente distinguibile da un comune laboratorio, di un qualsiasi istituto bio-chimico di ricerca.

  Pe
r quanto riguarda l’ipotesi che Jung non volesse guarire i pazienti per mezzo dell’isolamento del morbo patogeno nell’opus alchemico, mi apparirebbe improbabile, essendo egli stesso un (grande) medico e un (grande) ricercatore.

Elena: non credo che Jung intendesse dire che gli alchimisti non operavano con la materia reale. Quando afferma che la loro era una proiezione dell’incons
nanacio sulla materia usa il termine che gli è proprio nello studio della psiche: proiettare significa vedere nell’altro ciò che è dentro di noi: se io proietto un complesso su chi mi sta davanti vuol dire che ciò che accade in me non lo riconosco come mio per un qualche impedimento psicologico, e lo attribuisco all’altro fuori di me.

Ciò significa che se anche gli alchimisti operavano o tentavano vere trasformazioni della materia (non mi risulta che qualcuno abbia mai trasformato il piombo in oro veramente o abbia creato la famosa pietra filosofale) ciò che tentavano era un percorso che Jung chiama di individuazione, l’unione degli opposti con l’ampliamento del sé che ne deriva.

Il sé come pietra filosofale è ciò che c’è di irraggiungibile perché l’opera di individuazione dura tutta la vita così come l’opera di trasformazione dell’uomo non è mai finita.


Fuoco Narrativo: ho capito ciò che intendi. La tua è un’esposizione ineccepibile delle meccaniche psico-cognitive, oggetto della ricerca psicoanalitica.
ChemicaMa la proiezione junghiana non attiene, si dice, all’opera alchemica.

L’operatore, in
fatti, non cerca se stesso nella materia, ma l’opera della natura nella materia stessa.

L’uomo, nell’alchimia, passa in second’ordine. L’alchimista ricerca le forze misteriose che agiscono nelle strutture organiche ed inorganiche presenti in natura, cercando di cogliere il processo evolutivo della materia - per poi poterlo riprodurre in laboratorio e così facendo trasmutare.

La trasmutazione non è di se stessi, l’operatore non cerca
l’individuazione. L’operatore cerca le meccaniche costituenti la vita.

E in esse, culmine dell’opera, la fonte primigenia, origine di tutto; la Fonte Universale di ogni cosa, per intenderci.

Jung disse molte cose sull’alchimia, che vanno bene per la psicanalisi, ma che non entrano nel processo della grande opera.

Cercò di coniugare le due cose, apportò sicuramente, attraverso l’alchimia, nuovo slancio e nuovi elementi: ma per la psicanalisi - e solo per essa.
uomo zodiacus

Ha attinto da una materia che non ha nulla a che vedere con i processi inconsci (inconsci, certo, in senso psicoanalitico).
Individuazione, modelli archetipici, proiezione, sono strumenti magnifici in mano ad uno psichiatra, uno psicologo.
Ma in mano ad un alchimista cambiano di significato.


Valter Binaghi: ma allora qual è la differenza tra alchimia e scienze della natura post-galileiane? Non l’oggetto, a quanto dici.



Fuoco Narrativo: tutto sommato, l’oggetto è lo stesso per tutti i ricercatori. Perché la scienza è una, la chimica è una - e non esistono scienze alternative a quelle accademiche.


L’alchimista opera, però, servendosi della natura per individuare la scintilla generatrice che lo riconduca all’origine. La materia diventa una sorta di vettore elettivo per ricongiungersi con Dio, teologicamente parlando.

  ouroborosMentre un chimico accademico opera all’interno della materia stessa, cercando di ridisporla (sul piano molecolare) per un beneficio, supponiamo, farmacologico.

Una volta ottenuto ciò, l’elemento spirituale è un fatto che non lo riguarda; non fa parte della sua ricerca scientifica. Parte quindi dalla materia, per la materia.

L’alchimista, invece, parte dalla materia per trovare la fonte universale nella materia. Ciò che la generò, in poche parole. E l’elaborazione della stessa (materia) è condizionata da questa articolazione misterico-trascendentale. Operando anch’egli nell’ambito della ridisposizione molecolare, compie i suoi gesti seguendone l’origine trascendente.

Cosa questa che, giustamente - e per ovvi motivi di interferenza in altri domini didattici - non interessa al chimico empirico d’accademia.


Valter Binaghi: certo. E allora che differenza tra alchimia e religione?
E perché mentre la seconda si propone una conversione universale, la prima si mantiene ostinatamente esoterica e si serve di un codice criptato?


Fuoco Narrativo: perché l’alchimia non prevede modelli di larga diffusione, a differenza delle religioni. Ciò è insito nel proprio germe didattico, nell’alvo costitutivo dellaUmma, Sumeria, circa 2100 B.C. disciplina stessa. Non sarebbe possibile per via della difficoltà monumentale data dal corpo alchemico stesso. In esso coesistono tutte le forme dello scibile umano, nessuna esclusa.

L’alchimia nasce col trattamento sperimentale dei metalli operato dai primi uomini, all’alba della nuova era. L’era moderna. Successivamente si separò e divenne modello elettivo, operativo, delle classi sacerdotali nelle civiltà asiatico-mesopotamiche. In particolare nel (misterioso) Egitto dei Faraoni.

In antichità non esistevano le religioni. L’alchimia nacque in quel clima di misticismo laico, popolare, primitivo. Nel medioevo gli alchimisti dovettero nascondersi nei monasteri per motivi di prudenza. Oppure mascheravano l’Opera di ricerca nei loro laboratori iatrochimici, metallurgici, ecc. Tra loro vi furono una serie di millantatori. Le cronache dell’epoca riportano parecchie storie di questo genere.

alchimia
Le religioni nacquero quando cadde l’uomo. Fu necessario costituire un sistema di redenzione collettivo. Difatti la Bibbia, il Vecchio Testamento, è colmo di indicazioni formali volte a correggere il comportamento umano giunto, in quelle epoche, all’abbrutimento. Vi sono moniti espliciti, ad esempio, a non copulare con le bestie, ecc. In quel contesto fu necessario sistematizzare su larga scala un comportamento sociale che fosse civile. Quindi, le religioni vennero realizzate per tutti.

L’alchimia non ne ebbe bisogno perché la praticavano in pochi. Quei pochi se la tramandarono di testo in testo – nei secoli, accertandosi che l’humus didattico non venisse distorto. Il linguaggio criptico nacque appunto per questo. Per evitare interferenze da parte di millantatori che cercavano l’oro per un arricchimento personale.


Valter Binaghi: Nonostante l’esoterismo delle procedure e dei simboli alchemi
ci, ci sono parecchie opere saggistiche che aspirano a divulgarne la storia e la cultura. A parte l’approccio junghiano, ho presente testi storici di Lindsay, Holmyard e, in una chiave più filosofica, studiosi della tradizione come Burchkardt, Evola, Wirth e il nostro Zolla (Le meraviglie della natura). Come li valuti?


Fuoco Narrativo: di letteratura divulgativa se ne conoscono vari esempi di spiccato interesse.champagne fulcanelli canseliet Ma in fondo, il campo operatorio rimane la pratica. La decifrazione dei simboli è, di norma, lo scoglio più ostinato. Gli alchimisti chiamavano Prima Materia tale esordio chimico metallurgico col quale dovevano fare i conti.

Ogni azione, in una tavola alchemica - ogni allusione dinamica, aveva un suo indirizzo specifico. Quindi, non solo l’oggetto da decifrare, ma anche l’azione che compiva in seno ad uno scenario più ampio. Ecco perché l’interpretazione di un simbolo varia, all’interno del medesimo simbolo. Varia secondo l’allusione, il movimento, il contesto, la prospettiva.

Come nella fisica gli isotopi: sono atomi dello stesso elemento chimico, che abitano nello stesso luogo, ma che hanno comportamenti fisici diversi.
Quindi, pur essendo sostanzialmente uguali, pur comportandosi chimicamente nello stesso modo - hanno una vita fisica differente.

Questa dovrebbe essere la forma didattica più opportuna per un tentativo di  decifrazione della materia alchemica.


nicolas flamel

Edito da: giasto04 a marzo 01, 2007 14:00 | link | |
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